Benessere Psicologico

Tutti noi abbiamo diritto, secondo l'OMS (organizzazione mondiale della sanità) di sentirci a nostro agio nella nostra vita.
Secondo l'OMS per BENESSERE PSICOLOGICO si intende quello stato nel quale la persona riesce a sfruttare tutte le sue potenzialità per rispondere alle esigenze della vita quotidiana e a mantenere delle relazioni piene e soddisfacenti, adattandosi alle difficoltà trovando soluzioni alternative.

lunedì 26 agosto 2019

“Sacrificio”: bene per gli altri o bene per me?”



Molto spesso le donne tendono a farsi carico di situazioni familiari problematiche, limitando e addirittura negandosi ogni possibile spazio e tempo per sé.
Si sacrificano, per il “bene dell'altro”, facendo delle rinunce personali. Molto di frequente, questo atteggiamento è guidato dal senso di colpa, o dall'inadeguatezza. Ci si attiva molto per gli altri, trascurandosi, nell'illusione di essere riconosciute e di essere amate.

In realtà, il termine “sacrificio” significa rendere sacro il nostro tempo: essere consapevoli di quanto valore ha e renderlo significativo e importante per la propria crescita personale.

Sacrificarsi significa rinunciare a qualcosa ora per stare meglio dopo, orientati dall'amore e dalla gentilezza verso noi stessi.

Sacrificarsi è la capacità di scegliere con responsabilità, di dare o non dare, di sapere “dire di no”, di impegnarsi per cambiare la propria vita!

Assumersi la responsabilità della propria vita significa essere consapevoli che siamo forti e deboli, capaci e incapaci e che abbiamo la possibilità, anzi, il potere, di fare emergere la parte migliore di noi.

E' necessario riconoscere che abbiamo contribuito, più o meno consapevolmente, a determinare, con i nostri comportamenti, a situazioni che ci fanno sentire frustrate e infelici.
E' importante dirci che abbiamo molte fragilità ma possiamo trasformarle, cambiando aspetti della vita che non ci piacciono.

Mi piace l'idea di concludere questa piccola riflessione con una parola: CORAGGIO.

Il coraggio di impegnarsi per se stesse. Il coraggio di essere se stesse.


Simona Serreri
Psicologa Olbia
via genova 55


mercoledì 21 agosto 2019

Si fa presto a dire: " Cambia stile di vita"!


Facile a dirsi e difficile a farsi. Facile dispensare consigli e indicazioni ma difficile, per i diretti interessati, mettere in pratica.
Mi riferisco in particolare a persone affette da malattie croniche come diabete, obesità o celiachia. Oppure a condizioni cliniche che, a lungo andare possono compromettere seriamente la salute, come per esempio l'ipertensione arteriosa o ipercolesterolemia.

Ma perchè queste indicazioni non funzionano?

 Perchè medici, nutrizionisti e  i familiari incontrano difficoltà nel convincere i propri pazienti o i propri cari a cambiare abitudini?


Per rispondere a questa domanda è utile sapere che noi elaboriamo le informazioni che riceviamo in 2 modi: un modo superficiale, e un altro più accurato.

 Il più delle volte, per agire nel quotidiano, scegliamo la via più superficiale, perchè il nostro cervello preferisce risparmiare energie. Sceglie quindi l'informazione più semplice da integrare con ciò che ha già a disposizione. 

Quando, ad una persona con diabete, ipercolesterolemia o ipertensione le si dice " devi cambiare stile di vita perchè altrimenti ci saranno gravi conseguenze" ; oppure ad un fumatore gli si dice " dovresti smettere di fumare perchè il fumo causa gravi danni", si genera quella che in psicologia si chiama DISSONANZA COGNITIVA.  

  Cosa significa? Si genera un forte disagio generato tra il comportamento  che solitamente si mette in atto e le informazioni che contrastano con questo comportamento. Si crea un CONFLITTO. 

Per liberarci da questo disagio il nostro cervello sceglie di eliminare l'informazione e mantenere il comportamento. 
Le informazioni, date in questo modo, mantengono e rinforzano il comportamento NON SALUTARE. E' più difficile e impegnativo cambiare comportamento che modificare le proprie convinzioni. 

Quindi ce la raccontiamo: "Si vive una volta sola", "tanto per una volta non mi succede niente", " Il cancro viene anche a chi non fuma"..e via dicendo. 

Le informazioni date in questo modo non aiutano le persone a cambiare comportamenti e stili di vita. 

Qui può entrare in scena lo PSICOLOGO che fa PSICOEDUCAZIONE: affronta con i pazienti le motivazioni che sono da ostacolo al cambiamento.

Con la psicoeducazione, lo psicologo, aiuta le persone a individuare i PENSIERI  non permettono di cambiare. Modificando i pensieri, trovandone di più utili e funzionali, si possono cambiare i COMPORTAMENTI. 

Ogni persona ha schemi di pensiero, valori e  caratteristiche proprie : un proprio mondo. 

Questo mondo va accolto e preparato all'ingresso di nuove abitudini più sane e rispettose della propria salute e condizione medica. Questo "mondo " è messo a dura prova da una malattia cronica e ha bisogno di trovare un nuovo equilibrio. 

I "cazziatoni ", i "giudizi" e gli "ordini" sono controproducenti e non fanno che mantenere ben stabili i comportamenti nocivi per la salute. 

Lo psicologo NON  scava nel profondo, NON interpreta, NON fa necessariamente riferimento a traumi passati! Lo psicologo, quando interviene in presenza di malattie croniche,  AIUTA LA PERSONA AD ADATTARSI E AD ACCETTARE LA SUA NUOVA CONDIZIONE. 



mercoledì 31 luglio 2019

DIETE: EFFETTO RIBELLIONE





Quante volte ho fatto presente che fare la dieta non è affatto semplice, anzi!

Ci predispone ad un  meccanismo psicologico molto subdolo: restrizione- disinibizione.
Più controllo l'alimentazione, magari attenendomi ad un piano alimentare che mi illude di avere la libertà di scegliere, più aumento la probabilità di perdere il controllo!

La dieta inoltre è spesso poco sostenibile in termini di tempo ed energie da dedicarle e considerano solo in parte il discorso del PIACERE.
Il piacere può subire variazione nel corso del tempo e non può essere confinato ad uno o due sgarri alla settimana (pizza o gelato, per esempio) !

Sfide difficili per  coloro che iniziano e abbandonano di frequente diete e programmi alimentari.


MA PERCHE'?


Questi ripetuti fallimenti, spesso, portano le persona a ribellarsi totalmente nei confronti della dieta e delle abitudini legate all'attività fisica!

Ci si lascia andare totalmente ai piaceri del cibo!

Da un punto di vista psicologico, in queste situazioni, le persone reagiscono alla frustrazione dell'insuccesso con la compensazione del piacere. Si ribellano al loro sentirsi inadeguati e si lasciano andare senza freni inibitori, mangiando in maniera inconsapevole.

Frequentemente si tratta di persone giovani  e  adolescenti, che non provano nemmeno ad iniziare la dieta in quanto li farebbe sentire incapaci o svogliati.


E ALLORA CHE FARE?

I colloqui psicologici che hanno per oggetto le abitudini alimentari possono aiutare la persona a:

  • concedersi il cibo senza perdere il controllo
  • curare il contesto in cui si mangia, aumentando la dimensione del piacere
  • stare in contatto con le proprie emozioni accettandole invece che reagire con il cibo

"La piacevolezza di un'esperienza è il miglior antidoto alla frustrazione "

martedì 23 luglio 2019

Amare il gusto....fa bene!


Sappiamo davvero gustare i cibi? Sappiamo godere appieno dell'esperienza gustativa? Riusciamo a soddisfare il senso del gusto con serenità e pienezza?

Spesso sento dire con orgoglio dalle persone che hanno resistito al loro dolce preferito, alla pizza o a quel cibo che considerano davvero buono, buonissimo!
Questo capita soprattutto nelle DIETE!

Ma mi chiedo: perchè? Perchè resistere? Perchè frustrare un senso così piacevole?

Fame e sazietà non sono gli unici due motivi che ci spingono a mangiare o a finire di mangiare. Certo, esiste anche un aspetto emotivo, ma dobbiamo dirci che, come in tutte le altre esperienze di vita, anche in quella alimentare le nostre scelte sono guidate dai GUSTI! E soddisfarli è giusto e sano.

Se frustriamo il gusto può capitare che ci rimanga “il pensiero “ di quel cibo, ed è molto probabile che, la prossima volta che lo incontreremo ci faremo una mega scorpacciata! E allora addio DIETA.

La mindful eating, la mindfulness applicata all'alimentazione, ci aiuta a mangiare in modo consapevole, prestando attenzione alle sensazioni fisiche e alla loro saggezza. Ascoltando DAVVERO il nostro corpo non possiamo sbagliare.

La mindful eating ci insegna che l'esperienza alimentare è ricca di stimoli proventienti dai cinque sensi e che tutti hanno il diritto di essere soddisfatti.
Ci insegna a non giudicarci se abbiamo desiderio di assaggiare un cibo e a considerare il senso del gusto come qualcosa di naturale, e ad ACCETTARLO anche se sappiamo che non abbiamo bisogno di quel cibo come fonte di nutrimento.


Bellissimo no?


Simona Serreri

Psicologa

Psicologa del comportamento alimentare

Olbia

lunedì 4 febbraio 2019

Attività fisica: come rafforzare questa abitudine?

Gennaio è finalmente terminato, le grandi mangiate idem...forse (tra un po' arrivano le frittelleeee). Come riuscire a mantenere un peso ragionevole e in salute? 🤩
Oggi parliamo di ATTIVITA' FISICA!🏃‍♀️🏃‍♀️ "Non ho forza di volontà" " Non ho tempo" " Non sono in grado" . Alcune frasi che limitano l'instaurarsi di un'abitudine che porta salute nella nostra vita. Certo, non è sempre semplice riuscire ad "incastrare" tempi e impegni quotidiani. A volte il tempo a disposizione è davvero limitato. Ecco qualche spunto da provare a mettere in pratica per aumentare l'esercizio fisico💪
1) OBIETTIVI REALISTICI: datevi dei piccoli obiettivi per iniziare o riprendere. Aumentate le possibilità di riuscita (per es. 10 minuti al giorno, oppure 20 min. ogni 2 giorni)
2) PIANIFICARE: pianificate ogni impegno della settimana. A colpo d'occhio vi accorgerete gli spazi utili dove inserire l'attività fisica!
3) STIMOLO ATTIVANTE: individuate una cosa, un evento che vi possa stimolare o ricordare del vostro impegno con l'attività fisica, e quindi con la vostra salute:-) Cosa vi aiuterebbe a mantenere questo impegno? Il passaggio successivo sarà quello di farlo diventare UN PIACERE✌️

martedì 18 dicembre 2018



Spesso le feste di fine anno vengono associate ad un'unica cosa: le grandi mangiate! Primi, secondi, contorni, ma soprattutto dolci sono i protagonisti di cenoni, pranzi e avanzi di pranzi e cenoni. Occasioni che sembrano, a prima vista, non coincidere con il benessere fisico e la salute in generale, soprattutto per chi vorrebbe perdere o mantenere il proprio peso corporeo. Quindi come gestire gli eccessi e trascorrere giornate piacevoli senza pensare continuamente al cibo? Ecco qualche suggerimento:
- ASSAGGIAMO tutte le cose speciali: cibi e preparazioni che durante l'anno desideriamo ma nessuno cucina;
- PIANIFICHIAMO: più cose speciali vogliamo assaggiare e gustare in compagnia, più limitiamo pane o altri cibi più comuni. Limitiamo tutto ciò che è più probabile mangiare tutto l'anno e lasciamo spazio per le bontà assolute;
- SCEGLIAMO uno stile di vita più attivo: passeggiate, pedalate, corse o tutto ciò che ci piace e che ci può allontanare dalla noia post abbuffate. Proviamo ad unire all'attività fisica uno stimolo piacevole: un nuovo posto da fotografare, un amico da incontrare, un gioco da organizzare. Concediamoci questi giorni festivi facendo cose divertenti e dinamiche che spesso sacrifichiamo per mancanza di tempo!

Siamo responsabili delle nostre scelte e possiamo superare questo periodo "critico" dal punto di vista dell'alimentazione, senza troppi sacrifici o chili di troppo. 
Possiamo modificare il nostro comportamento alimentare e trovare delle strategie per godere di questo periodo in tutte le sue forme e sfumature. Scegliamo altri piaceri da inserire quando il nostro corpo dice STOP CIBO!

mercoledì 17 ottobre 2018

benessere d' autunno: primo colloquio psicologico gratuito fino al 15 novembre!

Decidere di andare dallo psicologo non è mai una scelta semplice. 
"Chissà se un estraneo può capirmi?" "vuol dire che sono matto!" " Sono arrivato fino a questo punto?" "e cosa penseranno gli altri?"

Alcuni dei pensieri che non rendono "leggera " questa scelta e che  allontanano da una possibilità di STARE MEGLIO!

Si, perchè lo psicologo è il professionista della RELAZIONE DI AIUTO che guida le persone a CREARE BENESSERE nella loro vita. 
A tutti può capitare di vivere un momento difficile, dove  pensieri ed emozioni  negative ci paralizzano. 
Sfogarci con gli amici non basta, anzi a volte è frustrante perchè un amico si potrebbe trovare nella nostra stessa situazione e non riesce a incoraggiarci e motivarci. 

Lamentarci invece, ci mantiene sempre nella stessa situazione e limita le possibilità di AGIRE!

Allora, perchè è UTILE RIVOLGERSI AD UNO PSICOLOGO?

Ecco alcuni vantaggi: 

- Per esprimere le proprie emozioni in modo adeguato e migliorare le relazioni con gli altri 

- Per migliorare il proprio rapporto con i cibo e le diete (spesso stressanti e frustranti), PLACANDO LA FAME NERVOSA
- Per imparare delle tecniche di rilassamento e di visualizzazione utili STACCARE LA SPINA  e godersi ogni momento nonostante i problemi

-  Per gestire lo stress lavorativo ed imparare a trovare un equilibrio tra DOVERE e PIACERE

- Per imparare a rispondere a tono alle critiche

- Per imparare a non rimuginare sulle cose e prendere decisioni più velocemente

Se ti rispecchi in quello che ho scritto, ma non sei ancora sicuro o sicura, PRENOTA il tuo COLLOQUIO PSICOLOGICO conoscitivo!
 Fino al 15 novembre è GRATUITO!

Prenditi un'ora per te, capire se ti trovi a tuo agio e magari iniziare a portarti a casa una STRATEGIA UTILE DA APPLICARE  ritrovare un po' più di BENESSERE!

Dott.ssa Simona Serreri 

via de Filippi 36/d
Olbia
3451425602



martedì 9 ottobre 2018


Stress, preoccupazioni e ansie possono “intaccare “ anche i momenti belli e piacevoli.
Come recupera le energie? Come aumentare il proprio BENESSERE nonostante i problemi ?

Sabato 13 Ottobre dalle 9 alle 12 sarà possibile usufruire di una consulenza psicologica gratuita.
Uno spazio per riflettere sul significato di “prendersi cura di sè” e trovare il proprio modo di metterlo in PRATICA .
E' necessaria la prenotazione telefonica al numero 3451425602

DOTT.SSA SIMONA SERRERI
PSICOLOGA
VIA DE FILIPPI 36/D, OLBIA


giovedì 4 ottobre 2018

"Ascoltare ed Ascoltarsi: la persona al CENTRO della propria vita".
In occasione della giornata nazionale della psicologia , sabato 13 ottobre, dalle 9 alle 12 effettuerò consulenze psicologiche gratuite. Uno Spazio per riflettere come prendersi cura di sè:-) Via De Filippi 36/d, olbia. E' necessaria prenotazione telefonica al numero: 3451425602

martedì 3 luglio 2018

I tipi di fame: riconoscerle per migliorare il rapporto con il cibo...e il peso



    Spesso ho scritto che la dieta non basta per modificare le abitudini alimentari e per avere un rapporto sereno con il cibo e con il proprio corpo!
                                                                     Perchè?
 Perchè il comportamento alimentare, cosi come tutti i comportamenti è condizionato da tanti fattori: emotivi, sociali ed educativi. Ciò significa che, quando mangiamo lo facciamo per molte ragioni.
Diventare più consapevoli sulle proprie abitudini alimentari ci aiuta a scegliere meglio cosa, quanto, quando e dove mangiare.

In questo breve articolo faremo un po' di chiarezza sui vari tipi di fame. Ne esistono almeno 5! Saperle riconoscere significa esserne consapevoli. Diventiamo maggiormente consapevoli di come funziona il nostro corpo e ciò ci permette di riequilibrare il nostro rapporto con il cibo.

  1. Fame dei sensi: occhi, naso, orecchie, tatto e bocca ci guidano nella scelta degli alimenti. Attraverso i sensi siamo in grado di fare una stima circa l'apporto nutritivo ed energetico del cibo. Attraverso i sensi esploriamo il cibo e ci facciamo un'idea di quanto ne abbiamo bisogno, ancora prima di mangiarlo. Questa abilità però si perde con i vari condizionamenti e gli altri significati legati al cibo e, attraverso i sensi vediamo o sentiamo quanto un cibo è appetibile, dolce e subito appagante. Ci facciamo tentare.
  2. Fame dello stomanco: il cosidetto buco nello stomaco, che ci avvisa che è completamente vuoto. Però dobbiamo fare attenzione in quanto questa sensazione di vuoto può essere legata a stati ansiosi o di tensione emotiva. In queste situazioni mangiamo per attutire questa sensazione sgradevole legata a delle emozioni negative.
  3. Fame cellulare: è quella fisiologica, la fame vera che nasce dalla necessità di ogni singola cellula di avere energia per funzionare correttamente. Quando l'energia manca si innescano una serie di reazioni chimiche che “attivano” il segnale di fame nel cervello.
  4. Fame della mente: quella condizionata dalle mode alimentari o dalle diete del momento. L'esterno ci spinge a mangiare in un certo modo e ci imponiamo delle regole rigide che influenzano negativamente in nostro rapporto con il cibo. Ci diciamo che quel cibo non si mangia e inceve diventa un'ossessione, irrestistibile.
  5. Fame del cuore: la cosidetta fame emotiva o nervosa. Tendiamo a mangiare determinati cibi per coccolarci, calmarci e placare emozioni negative come l'ansia, la tristezza, la rabbia, le quali producono delle sensazioni fisiche intense, come per esempio il fastidio allo stomaco.

Allora, come diventare un “mangiatore consapevole”?
  • Essere in grado di riconoscere i vari tipi di fare è un primo passo per scegliere ciò che ci serve per soddisfarle. E non sempre il cibo è la cosa giusta;
  • Non etichettare il cibo ma porre attenzione su altri aspetti: segnali corporei di fame e sazietà, presenza di emozioni o di pensieri disturbanti;
  • Imparare a gestire le emozioni negative che spesso ci spingono a mangiare di più e in modo automatico.
  • Individuare il proprio “trigger” : lo stimolo che, in una determinata situazione, ci fa perdere il controllo sul cibo.

Se vuoi diventare un mangiatore consapevole e smetterla di passare da una dieta all'altra senza risultati, prenota un primo colloquio psicologico conoscitivo a Olbia.

Dott.ssa Simona Serreri
Psicologa
3451425602



giovedì 21 giugno 2018

cene e aperitivi estivi: come mantenere il peso in situazioni dove siamo spinti a mangiare in eccesso!


L'ESTATE, che meraviglia: sole, mare e APERITIVI e CENE tra amici!! Per le persone che stanno faticosamente cercando di mantenere il peso, a seguito di una dieta equilibrata, prescritta da un professionista, non è un periodo semplice! Come si fa a gestire tutte queste situazioni a rischio, dove è forte la spinta a mangiare in eccesso?
Non è semplice ma, con alcuni accorgimenti è possibile. Eccone alcuni: 
1) non arrivare all'appuntamento troppo affamati: per evitare di mangiare qualsiasi cosa nel bel tagliare dell'aperitivo, mangiare qualcosa a casa mezz'ora prima dell'appuntamento;
2) al ristorante ordinare per primi: le persone si lasciano facilmente influenzare dal comportamento degli altri , quindi, prendete con decisione il menù e ordinate ciò che avevate pianificato;
3) mangiare lentamente: conversare con gli amici, godere del piacere dello stare insieme, fare delle pause e, appena sazi, smettere di mangiare.
Vuoi imparare a gestire meglio le situazioni in cui è facile perdere il controllo e buttare all'aria la dieta? Chiamami per un colloquio conoscitivo: 3451425602

martedì 2 gennaio 2018

Che stress i pensieri? Meditazione e tecniche di rilassamento!!

Eh si, a chi non è mai capitato di pensare e ripensare a cose che ci creano disagio? 
A eventi e situazioni lontane dal momento presente: cose da fare, confronti con gli altri, cose che devono accadere.

Insomma, la mente non si ferma mai: pensa, riflette, progetta, anticipa, si preoccupa e ricorda. 

Uno studio condotto da psicologi nel 2010 ha scoperto che trascorriamo metà delle ore di veglia a pensare a qualcosa di diverso  da quello che stiamo facendo. 
Questi pensieri causano stress e infelicità!

La mente umana si distrae per il 46.90 % del tempo, qualsiasi cosa si stia facendo. 
Nello studio inoltre le persone dichiararono di essere più felici quando la mente è concentrata. 

Pensiamo ai bimbi che giocano: sono concentrati e soddisfatti:-) 


Ma cosa può dar sollievo a questa mente che è sempre attiva? Come possiamo prendercene cura?

La risposta è questa: Essere pienamente presenti a ciò che accade ORA, nel momento PRESENTE.
Essere totalmente presenti nel QUI e ORA da sollievo da tutti quei pensieri invadenti e stressanti. 

Essere  presenti a QUELLO CHE ACCADE, significa aprire la propria mente e, con lo spirito di un bambino, cogliere ogni dettagli del momento. 
Non crediate che siano tecniche di meditazione troppo sofisticate o irraggiungibili certo, ci vuole esercizio, ma occorre solo prestare attenzione con i 5 sensi a ciò che stiamo facendo.
Tutto ciò può essere sperimentato in qualsiasi occasione: mentre cucinate, mentre fate le pulizie, mentre camminate. Concentratevi esclusivamente su ciò che SENTITE: con la vista, con il corpo, con l'udito. Osservate semplicemente i pensieri che iniziano ad affollare la vostra mente e ...sarà più semplice lasciarli andare. Lasciandoli andare non diventeranno potenti e non incrementeranno più stress e ansie. 

Per predisporci a questa attività, che potete trovare descritta con il nome "Mindfulness", è possibile sperimentare varie tecniche di rilassamento psicorporee che hanno come  obiettivo quello di PLACARE LA MENTE E IL CORPO, attraverso dei semplici e piacevoli esercizi guidati. 

Quelli più semplici includono l'ascolto del respiro e varie tecniche di respirazione che consentono di lasciare fluire i pensieri e riportare, delicatamente, la mente nel momento presente, rimanendo in contatto con uno stato di rilassamento che ricarica le batterie!!!!

Se siete curiosi di provare tecniche di rilassamento prenotate il vostro colloquio conoscitivo per predisporre un percorso psicologico orientato alla riduzione dello stress:-)


Oppure vi suggerisco, se siete mamme, questo evento da me condotto: 

https://www.facebook.com/events/340614456421756/

O, ancora, questo interessante articolo che vi aiuterà a staccare la spina con la presenza mentale: 
https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/17678-mindfulness-vita-quotidiana

giovedì 28 dicembre 2017

Stress? Niente Paura!! Minicorso per ridurre lo stress DEDICATO alle MAMME:-)


Presentazione del Minicorso per ridurre lo stress DEDICATO ALLE MAMME:-) Mi presenterò e presenterò il percorso di 3 incontri che partirà il 20 gennaio presso la palestra Kinarmonia ad olbia. Un corso dove ogni mamma può prendersi del tempo per sè, ascoltare le proprie esigenze, trovare insieme alle altre strategie per rendere il quotidiano più LEGGERO e sperimentare tecniche di rilassamento utili ad allentare le tensioni.

giovedì 26 ottobre 2017

Diabete: perchè lo psicologo?

La diagnosi di diabete, così come di un' altra malattia cronica è un fulmine a ciel sereno nella vita del paziente. Ci si chiede "perchè proprio a me", ci si può sentire in colpa, viverlo inizialmente con vergogna. 


La diagnosi catapulta la persona nell'incertezza più totale:  "Che mi succederà?" "Che cosa dovrò fare? " "come farò?"La persona che riceve una diagnosi di diabete può provare ansia e depressione rispetto al vedere stravolte le sue abitudini, alimentari e sociali. Non è semplice nè immediato per il paziente accettare la diagnosi e tutto ciò che ne deriva: controlli, farmaci, dieta. 
La vita cambia all'improvviso...c'è un prima e un dopo la nuova diagnosi di diabete.

 Il dopo, è caratterizzato da un'immagine negativa di sè, il corpo "tradisce", non funziona più come prima. Il dopo è caratterizzato da numerosi gesti quotidiani che la persona deve imparare a svolgere da sola e deve inserire nella già complicata e stressante quotidianità. 
 E non è semplice accettare che questo problema durerà tutta la vita.

Non tutte le persone riescono ad adattarsi da sole a questa nuova condizione, e ciò può rendere ancora più difficile prendersi cura di sè con i controlli glicemici, la dieta e l'eventuale insulina. 
Se la persona non ritrova un'equilibrio psicologico dopo la diagnosi, avrà più difficoltà ad aderire alle terapie e alle nuove abitudini, influenzando negativamente il decorso della malattia e aumentando la probabilità di avere delle complicanze. 

Perchè un percorso psicologico, anche breve, può essere utile in caso di Diabete?

- Per comprendere cosa sta succedendo, soprattutto emotivamente; 

- Per ridurre ansia e stress a seguito della diagnosi: uno stress che può diventare "cronico" e alterare i valori glicemici. E' quindi, ancora più difficile, tenerli sotto controllo; 

- Per ridurre l'isolamento sociale e affettivo: spesso per paura o per vergogna si evitano situazioni sociali, si evita di uscire per non far sapere agli altri, per non mostrare il glucometro o per paura di far schizzare la glicemia. 

Ogni persona prova emozioni contrastanti rispetto al suo diabete e alle difficoltà quotidiane che deve affrontare. Lo spazio con lo psicologo rappresenta un momento per sè, dove mettere in ordine pensieri ed emozioni e RI- trovare la motivazione per prendersi cura di sè. 

Se ti ritrovi nelle difficoltà che ho descritto e vorresti superare ansia e stress per via del diabete, prenota una prima consulenza psicologica. 

Simona Serreri 
Psicologa
Olbia    345.14.25.602


http://www.portalediabete.org/il-diabete-tipo-1/educazione-terapeutica/69-il-diabete-batte-in-testa

martedì 24 ottobre 2017

capricci a tavola ?

Perché i bimbi a tavola fanno i #capricci? 
Tre riflessioni dalle quali partite: 1) emozioni come noia, tensione e rabbia possono essere confuse con la fame; 
2) spesso non siamo consapevoli di ciò e abbiamo imparato ad usare il cibo per stemperare le emozioni 3) meno siamo consapevoli del nostro comportamento alimentare, più tendiamo ad "imporre" gli stessi schemi ai bimbi, i quali non Hanno modo di riconoscere i propri segnali interni e scambiano il cibo come sostituto affettivo.. 




Risultati immagini per capricci a tavola






Prenota una consulenza psicologica per capire come: 

 1) migliorare i momenti dei pasti; 
2)  evitare  malumori e  urla.
3) diventare dei bravi educatori, come GENITORI, anche nell'alimentazione 

Ricevo ad Olbia :-)

giovedì 28 settembre 2017

Consulenze psicologiche gratuite per le settimane del BENESSERE PSICOLOGICO :-)


La dieta non basta per perdere e MANTENERE il peso corporeo. Vorremo comportarci in un modo o mangiare in un modo ma...........cosa ci spinge ad agire in modo contrario?? 
Se vi va di capire meglio come spezzare questo circolo vizioso: 
Il 5, il 6 e il 7 ottobre PRENOTATE la vostra consulenza psicologica gratuita! #settimanebenesserepsicologico #dimagrireconlopsicologo

lunedì 11 settembre 2017

Tra il dire e il fare: come riuscire a mettere in pratica i suggerimenti nutrizionali nell'alimentazione dei propri figli? Riflessioni per i genitori.



Di cibo e nutrizione se ne parla ovunque e i genitori hanno a disposizione molte, forse troppe, informazioni per nutrire i propri figli nel miglior modo possibile.
Nonostante le tantissime indicazioni nutrizionali però l'obesità infantile è in forte aumento e questo dato ci viene riferito in continuazione in un “sottofondo “ un po' paradossale.
L'eccesso di cibo lo percepiamo ovunque, l'eccesso di attenzioni rivolte al cibo è ovunque.
Programmi sul cibo, pubblicità irresistibili di cibi succulenti, ricette, diete infallibili, etc etc.
Non fanno che ripetere quanto sia importante mangiare sano, quanto sia fondamentale l'attività fisica ma, mettere in pratica è complicato!
In pochi considerano tutti i fattori che possono influenzare il comportamento alimentare e l'acquisizione di abitudini sane. Nessuno considera la complessità del quotidiano all'interno delle famiglie: poco tempo, pochi strumenti e spesso poca consapevolezza!

Il genitore spesso si ritrova nel bel mezzo di una lotta con il proprio bimbo per “convincerlo “ a mangiare le verdure, per convincerlo a non mangiare le merendine o per convincerlo a finire tutto ciò che gli è stato messo nel piatto.

La sola informazione nutrizionale, quindi, non basta a promuovere le abitudini sane.
Non rende consapevoli di tutto ciò che ci porta a mangiare di più, di meno, oppure ci porta a scegliere dei cibi piuttosto che altri!

Se vostro figlio non vuole mangiare le verdure, oppure fa i capricci perchè vuole mangiare solo patatite fritte oppure siete angosciati perchè non finisce mai quello che ha nel piatto è importante fermarsi e capire cosa sta succedendo invece che alimentare ansie e conflitti.
E' importante non mettere nessuna etichetta, (“Non ci riesco”; “Tanto non cambia”;”E' un mangione”; “non mangia niente”), ma osservare quello che avviene prima o durante i pasti. 


A cosa si deve prestare attenzione ?
Non esiste uno schema valido per tutti però è importante sapere che ognuno di noi ha imparato a usare il cibo senza avere fame e ciò può ostacolare una corretta informazione ai nostri figli.
Prima dobbiamo diventare più consapevoli delle nostre modalità alimentari  e poi stimolare nel proprio bimbo una maggiore attenzione ai corretti segnali  di fame e sazietà, limitando il mangiare in modo automatico.
E inoltre domandiamoci:
“Che esempi ha?” ,“Che succede prima dei pasti?”, “Avete mai dato cibo come premio o come forma di ricatto?”

Risultati immagini per bambini cibo


Gettare le basi per un'alimentazione equilibrata e consapevole è un compito difficile ma, con pazienza, si possono cambiare e migliorare tante cose.
Appassionatevi come se stiate insegnando loro un nuovo gioco o una bella canzone, condividete il più possibile, godetevi i pasti in leggerezza.
Di sicuro avrete raggiunto ottimi risultati in altre aree dell'educazione dei vostri figli, dovete solo comprendere quello che più funziona nell'educazione alimentare e alla salute:-)


Il momento del pasto è una lotta all'ultimo boccone? Non riuscite a far apprezzare frutta e verdura ai vostri  bimbi? Avete difficoltà a “contenere” la loro fame?
Chiama per un colloquio psicologico conoscitivo delle modalità alimentari familiari  e dei vostri bambini .

  Dott.ssa Simona Serreri 
  3451425602







lunedì 4 settembre 2017

Cos'è la fame emotiva?


Vi è mai capitato di mangiare e poi sentirvi in colpa? Vi è mai capitato di sentire una spinta irrefrenabile ad aprire il frigo e mangiare voracemente l'ultima fetta di torta?
Vi è mai capitato di ritrovarvi a finire un pacco di biscotti nonostante abbiate pranzato o  cenato da poco?

Se la risposta è SI avete mangiato senza avere fame, quella vera, quella fisiologica.
In realtà è un comportamento comune perchè, nel corso della nostra vita abbiamo imparato ad utilizzare il cibo in tante occasioni e il cibo spesso diventa una sorta di “consolatore emotivo” che ci distrae da emozioni spiacevoli.
Si, può capitare e possiamo anche scegliere di gratificarci con il cibo, ma deve essere una scelta consapevole. Dobbiamo capire cosa ci sta succedendo e saper distinguere la fame fisiologica da quella emotiva. In questo modo non comprometteremo il nostro peso e la nostra salute psicofisica.
Se mangiamo molto spesso senza fame siamo destinati ad ingrassare!
 La dieta dimagrante, da sola,  non aiuta a individuare le cause di questo comportamento, anzi, peggiora la situazione: aumentano frustrazione e perdita di controllo verso il cibo.

In quanto psicologa, non prescrivo diete, ma aiuto le persone a capire perchè mangiano anche quando non vogliono, anche quando dovrebbero controllarsi meglio per problemi di salute .

La fame emotiva è un tipo di fame che arriva improvvisamente quando determinate situazioni o pensieri provocano la voglia di cibo. Vediamo alcune caratteristiche:

  • Il cibo di cui abbiamo voglia non è un alimento qualsiasi ma cerchiamo cibi ricchi di carboidrati o grassi (comfort food= i cibi che danno conforto, che ci coccolano);
  • Non sentiamo lo stomaco brontolare e neppure debolezza che ci indicano invece che siamo a corto di energie;
  • Dopo aver mangiato per cause emotive emerge spesso il senso di colpa e di vergogna;
  • Non capiamo perchè mangiamo ma ci sentiamo “obbligati “ a farlo.
Tutto ciò se si ripete INCONSAPEVOLMENTE nel tempo peggiora il problema peso in quanti cercano di seguire una dieta dimagrante, sperimentando insuccessi e etichettandosi come “privi di forza di volontà”.






Le prime cose da fare sono:

  • liberarsi da queste etichette e conoscere i meccanismi psicologici delle diete. Dopo un periodo in cui si mangia poco e ci si priva di tutto, siamo portati a DISINIBIRCI nei confronti del cibo;
  • mettersi in ascolto di sé e entrare in contatto con l'emozione spiacevole che ci ostiniamo a soffocare con il cibo.
Questi due piccoli passi inizieranno ad alleviare il nostro senso di disagio e frustrazione rispetto al cibo.

Nel prossimo post altri piccoli “trucchetti” per riconoscere e gestire meglio la fame emotiva:-)


Se ti ritrovi in questa descrizione e vuoi vederci subito chiaro con il tuo rapporto con il cibo e con il peso corporeo fissa il tuo colloquio psicologico conoscitivo:-)